Design Management, questo mostro oscuro

Il Design Management, disciplina di stampo anglosassone, fatica in Italia ad imporsi in maniera capillare, spesso solo accessibile alle grandi aziende che dispongono di grossi capitali da investire. Ovviamente non condivido l’aspetto elitario della disciplina e nel mio piccolo impegno credo sia possibile avvicinare le piccole realtà all’innovazione incrementale del DM per stimolarne la crescita e la competitività.

Il Design Management è un insieme di regole e di strumenti che attraverso metodi ereditati dal design, permette di gestire con maggiore efficacia i processi aziendali.

Ma che c’entra il design con il management aziendale? Che cosa può dare un designer ad un impresa?

Sguaino la spada e difendo il mio caro amato DESIGN. Innanzitutto il design ha metodologie di lavoro che SEMPLIFICANO e facilitano l’utilizzo di processi alternativi, ha una base culturale che mira alla soddisfazione di bisogni SOCIALI e una sensibilità maggiore nel captare il cambiamento. Come se non fosse già abbastanza il design ha un approccio QUALITATIVO che permette di dare SENSO E VALORE nel lungo periodo ai progetti . DULCIS IN FUNDO rende universali i messaggi perchè riesce a raccontare in diversi modi il contenuto delle idee.

Questi strumenti hanno una componente strategica che l’azienda non deve e non può più sottovalutare, soprattutto nell’era dell’economia digitale.

Basterebbe partire da un’analisi dei processi interni, guardare fuori dalla finestra, accorgersi che il mondo sta cambiando – anzi è già cambiato mentre scrivo – e riguardare dentro l’impresa. Pensate non ci sia niente da cambiare?…C’è sempre un miglioramento da apportare…

L’innovazione quotidiana e continua (innovazione incrementale) è alla portata di tutti (professionisti, artigiani, commercianti, PMI) e le attività da fare sono innumerevoli: si possono ridisegnare le relazioni delle persone che lavorano in azienda, si può valorizzare le competenze dei fornitori, dei collaboratori e dei dipendenti, ascoltare la voce dei clienti, comunicare quanto ci stiamo impegnando per non rimanere indietro… Qualsiasi cosa venga fatta si devono, innanzitutto, sfruttare al meglio le capacità e le peculiarità industriali e produttive dell’azienda.

Ma perchè non può farlo il consulente – riferendosi spesso al commercialista o al cugino di turno – piuttosto che farlo fare ad un design manager che neanche conosciamo? (…risposta ricevuta 2 volte su 3…)

Valutare il proprio stato di salute aziendale rimanendo chiusi in ufficio e guardandosi allo specchio è un’analisi tanto difficile quanto inutile. Un progetto di marketing fatto da economisti rimane un progetto che considera solo i numeri e non si pone altre domande, perdendo di vista il perché l’azienda esiste. Un progetto gestito solo da un creativo rischia di rimanere legato al concept senza reali asset materiali, perchè la creatività, a volte, va altrove. Attraverso la multidisciplinarietà e l’unione di punti di vista diversi si ottiene quel mix che sforna il PROGETTO, quello con la P maiuscola e che vive e si rigenera nel tempo. Solo in questo modo è possibile ottenere un lavoro di disamina REALE, frutto di una profonda consapevolezza, di analisi e ricerca, di cambiamento di prospettiva, di ottimizzazione dei processi sociali e materiali dell’azienda, sedimentando un know-how condiviso a tutti i livelli, un esperienza e dei contenuti che alimenteranno il bisogno di innovazione da parte dell’azienda.

Le imprese italiane lo meritano perchè in Italia ogni prodotto ha fatto la storia dello stile, e non perché erano belli e basta, ma perché in ogni prodotto c’era ricerca e questa ricerca li fa ancora vivere come se il tempo non fosse passato, ha dato un VALORE al progetto.

Al DM non ci si può avvicinare, guardarlo dall’alto e capire se serve o meno. Nel DM ci si immerge. E’ un tuffo nel blu dove per risalire devi mollare i processi inutili, far funzionare bene i piedi e focalizzare la luce che ti porterà a respirare. Il Design Management è un investimento sul futuro dell’Azienda. Sogno un design manager in ogni PMI. Fortunatamente non sono la sola che pensa che le aziende abbiano bisogno di un supporto innovativo e che, anche da diverse prospettive, esistono realtà che si muovono per portare avanti modelli di integrazione e accelerazione.

Concludo con #adottaundesignmanager che sia una micro, piccola o grande impresa lavoriamo insieme per ridare valore ai progetti.

Laura C. Zarbo

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